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Cittadella, XVa Voci dall'Evo di Mezzo

25 settembre  2011, ore 17.00

Ai lati del percorso il pubblico assiste piacevolmente soddisfatto. Lo spettacolo che ammira  è fuori del comune. Chi può immaginare che i medioevali fossero così sensibili alla bellezza? Non sono belli soltanto i vestiti ed i copricapo, sono belle anche le armi e le armature. L'eleganza, che l'Italia oggi esporta nel mondo, ha origine proprio nel Duecento e nel Trecento. Le armi e le armature sono uno straordinario problema tecnico da superare: devono essere resistenti, funzionali, leggere, belle da vedere e capaci di incutere soggezione. Le armi più famose sono quelle di Toledo, in Spagna...

Nel Medio Evo nasce anche la cavalleria, che non vuol dire soltanto andare a cavallo. Vuol dire anche un preciso modo di vivere, avere il senso dell'onore e della parola data, dedicarsi alla protezione dei deboli, delle vedove e degli orfani. E poi ci sono i tornei, le giostre (il nome è rimasto!), le parate, le sfide, le dimostrazioni di coraggio, destrezza, forza, abilità... Leggete Ivanhoe (1820) di Walther Scott e vi emozionerete!

Proprio nel Medio Evo in Italia nascono le Compagnie di Ventura. Sono soldati mercenari, che si mettono al servizio del miglior offerente. Non si fanno mai ammazzare, preferiscono arrendersi e poi pagare il riscatto... Niente morti, niente sangue! Oggi invece la guerra è divenuta un atto criminale: a Hiroshima e a Nagasaki gli USA hanno sterminato 180.000 civili giapponesi. Criminali i politici americani, ma criminali anche coloro che hanno progettato, costruito e lanciato le bombe atomiche.

Nel Medio Evo si moriva in altro modo: più che le armi nemiche, i soldati temevano i pidocchi (passavano il tempo a spidocchiarsi), la dissenteria, la carestia e la peste, di cui erano endemici portatori. Nel 1348-51 la peste, portata dalle navi italiane che commerciavano con l'Estremo Oriente, uccide un europeo su tre: fa 30 milioni di morti. Una goduria per i becchini e per i vermi...

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