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Fratta Polesine e il presepe vivente 2011 03

Lunedì 26.12.2011, ore 15.00-18.00

San Giuseppe è tutto contento e Gesè Bambino è un nacherino che sta buono buono. La gente aspetta l'arrivo dei Re Magi. Intanto io guardo gli attrezzi di una volta (04-17): le zappe, le scuri, i contenitori in alluminio per il latte, i letto tradizionale. l'attaccapanni, due damigiane per il vino e un lume a petrolio, le anitre, le tagliatelle fatte in casa, e poi le tre parche che continuano a filare... A che cosa serviva la mazza (05)? A rompere le zolle di terra... Le ceste in vimini erano riciclabili e non provocavano l'inquinamento da rifiuti di oggi. E poi la sgranatrice a manovella... Si metteva dentro una pannocchia e poi si girava la manovella (05). Chiaro, no? Oggi non si va più al mulino per macinare il grano o il granturco. E i mulini sono scomparsi... Ma stanno arrivando i Re Magi (foto 18-24), che vanno a rendere omaggio a Gesù Bambino. Sono un po' in anticipo, ma il clima e il tempo sono impazziti. Li possiamo scusare. Ammiriamo ancora la Sacra Famiglia (foto 25-34), guardiamo incuriositi i san Bernardi che si sentono a casa loro (foto 36-40). C'è anche una pentola che bolle (foto 35). Promette bene! C'è anche una pesa o bassa cuna (foto 44). E (per noi) la tavola è apparecchiata al lume del lume a petrolio (foto 47). La cucina economica ci riscalda. I pastori zampognari vogliono la voto ricordo con una avvenente fanciulla (foto 48-53). Ahimè, di loro resterà soltanto sbiaditi ricordi, ma questa foto li renderà immortali. Michela è immortale? Spero di sì. Poco lontano la bellezza elegante ed accogliente dei portici con il pavesato nuovo (foto 54-55). E la villa, la villa del grande Palladio, ci dà l'ultimo saluto (foto 56-59)

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